Mali di stagione. Omeopatia, un possibile rimedio per sindrome influenzale e indigestioni

mali invernali

Nel precedente articolo ho cercato di chiarire il diverso approccio che la Medicina Omeopatica ha nei riguardi degli stati di malattia. Mi sono dilungato nel puntualizzare l’importanza per l’approccio Omeopatico di arrivare a decifrare tutti quei segni e sintomi propri di quel dato paziente attraverso cui esprime il suo stato di malattia, per poter poi arrivare a prescrivere il rimedio che meglio si associa a quel dato sistema. Secondo quanto appena ribadito, si potrebbe pensare che ciò che mi accingo a scrivere e a proporvi, sia in completo disaccordo con tutto questo. Utilizzare un rimedio omeopatico, basandosi su di una valutazione della malattia come entità e non su come il sintomo è percepito, inserito in uno specifico contesto, si avvicina, infatti, molto di più all’approccio proprio della Medicina Tradizionale. Eppure questa è una pratica ampiamente esercitata e proposta, un esempio può essere l’utilizzo della Belladonna per abbassare la febbre o dell’Arnica come rimedio vulnerario. In qualsiasi campo l’estremismo porta ad un atteggiamento di chiusura, per cui trovo che questo tipo di approccio semplicistico di utilizzo di un rimedio per un dato disturbo, non è obbligatoriamente sbagliato, ma si deve ben considerare quali possano essere i nostri scopi, cosa si vuole intendere con il concetto di salute e malattia. Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la salute viene definita come uno “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”, concetto molto ambizioso per qualsiasi approccio terapeutico e sicuramente ben lontano dall’intento di utilizzare il Nimesulide o la Chamomilla per un mal di denti. La possibilità di avere un minimo di autosufficienza nel gestire piccoli malori è importante e spesso utile. Nello stesso modo si possono usare i rimedi Omeopatici, non come un approccio terapeutico ad uno stato di malattia, ma per affrontare un disturbo acuto. L’importante è cercare di non superare le proprie capacità.

In questa rubrica, cercheremo di dare delle indicazioni legate a rimedi che possono essere utili e utilizzabili in caso di piccoli processi morbosi. Bisogna altresì tenere sempre conto dell’importanza di avvalersi di un consiglio medico specializzato nel caso possano sorgere dei dubbi o sintomi inattesi. Per il numero di dicembre, con l’avvento del freddo, abbiamo pensato di presentare dei rimedi che possano avere un’utilità per la sindrome influenzale. Nel contesto della Medicina Omeopatica c’è un’abbondanza di rimedi possibili, andando dalla Belladonna, all’Aconitum, alla Drosera etc…usati però in contesti specifici e diversi, quali stati febbrili molto alti con agitazione, percezione di un freddo intenso con tremori e dolori, tosse spasmodica…etc. Tutte queste sono espressioni diverse di uno stesso stato morboso che ha comunque sfaccettature che possono variare da persona a persona, da situazione a situazione, sulle quali può essere interessante soffermarsi proprio per andare a ricercare quel rimedio che in quella data situazione possa risultare più utile. Inizierò con il parlare di un rimedio molto conosciuto in ambito omeopatico anche per il suo utilizzo nelle patologie da raffreddamento.

Uno degli aspetti che maggiormente caratterizza il rimedio omeopatico Bryonia alba è la necessità di stare fermi quando si è affetti da uno stato di malattia. Ogni movimento porta ad un aggravamento delle condizioni, accompagnato spesso dal bisogno di esercitare una pressione sulla parte dolorante per avere sollievo. E’ un rimedio con un importante tropismo a carico delle mucose, le quali tendono a presentare una certa secchezza. Prendendo in considerazione la possibilità di utilizzo del rimedio Bryonia in una condizione influenzale, i sintomi possono essere caratterizzati da prurito al naso e secchezza delle mucose, in particolare al livello della laringe e trachea, con dolore che si accentua nella deglutizione di liquidi e di solidi e che induce una tosse secca e stizzosa. A questi sintomi si può associare un forte raffreddore con violenti e frequenti starnuti, tal volta insieme a colpi di tosse. La tosse si presenta anche di notte e tende a determinare dolori toracici aggravati da respiri profondi e con il movimento in generale, ma che portano il paziente a porre una leggera pressione della mano sulla parte dolorante nel tentativo di lenire il disturbo. Altro rimedio omeopatico per eccellenza delle sintomatologie influenzali è Eupatorium perfoliatum. In questo caso la febbre è accompagnata da forti tremori, irritazione della laringe con dolore che peggiora ad ogni ispirazione, ma l’aspetto più caratteristico di questo rimedio è il forte dolore alle ossa e ai muscoli che si accompagna alla febbre, con una percezione di “bastonatura” diffusa in tutto il corpo. Si può avere raucedine e tosse con dolore al torace, ma in ogni caso l’aspetto principale è sempre una grande dolenzia ai muscoli e alle ossa. Nella definizione di questa rubrica abbiamo preso in considerazione le esigenze del periodo: i primi freddi e dunque la facilità con cui si va incontro alla sindrome influenzale, ma questo è anche un momento di preparazione per un aspetto ludico della nostra vita, legato alla festività natalizie. Notoriamente la tradizione prevede abbondanti pasti, più o meno piacevoli e non sempre facili a digerire, che spesso sono seguiti dall’assunzione di digestivi che vanno dall’amaro al diger selz. L’utilizzo della Nux vomica, può essere un buon supporto omeopatico nel caso di una difficoltà digestiva alla fine di un pasto eccessivamente pesante.

Nel quadro delle manifestazioni acute, consiglio di assumere i rimedi utilizzando delle diluizioni basse, più facilmente gestibili, come la 5CH in granuli, e di assumere al massimo 2 granuli 3 volte al giorno. Tutto quello detto fino ad ora su questi tre rimedi è una leggera infarinatura di carattere pratico da poter usare nel quotidiano, ma in un contesto più profondo legato a una visione più completa del paziente, questi rimedi acquistano altri significati ed utilizzi. Nello stesso modo nella medicina tradizionale, l’utilizzo di un farmaco può avere differenti scopi. Un’Aspirina® può servire come antidolorifico o come antiaggregante piastrinico, dipende dall’intento che si vuole raggiungere. Nel primo caso, spesso, si può utilizzare senza bisogno di una prescrizione medica, mentre nel secondo è importante che ci sia un supporto professionale specialistico a cui far riferimento. Nello stesso contesto ci si può comportare con la Medicina Omeopatica, senza perdere di vista che i consigli dati fino ad ora vanno sempre considerati in un contesto medico, per cui è saggio operare con intraprendenza, facendo attenzione a non cadere nella presunzione. Nel dubbio, nell’incertezza o nell’imprevisto, è sempre meglio contattare un medico a cui chiedere consiglio. Il vecchio adagio secondo cui le medicine naturali sicuramente non sono tossiche e non fanno male, non è del tutto vero. Nell’approccio ad uno stato morboso non si va mai incontro ad un’equazione dal risultato certo.

Pubblicato nella rivista “Val D’orcia – Terra d’Eccellenza”

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