La Medicina Omeopatica e la sua Fonte

acqua

Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia1.” Per quanto si cerchi di poter dare spiegazioni il più razionali e oggettive possibile al mondo che ci circonda, anche attraverso modelli scientifici, c’è sempre qualcosa che ancora non è del tutto comprensibile. La Medicina Omeopatica è sempre stata esposta a critiche importanti, in particolar modo legate ad una impossibilità di riscontrare all’interno del rimedio omeopatico la presenza di molecole che possano riportare alla sostanza d’origine da cui è stato fatto il rimedio stesso. I rimedi sono preparati a partire dalla triturazione della sostanza (o dalla macerazione in alcool di parti vegetali o animali, per formare la Tintura Madre – TM) che gli darà il nome. In seguito a questo primo passaggio si procede con la diluizione in alcool in rapporti infinitesimali. Ad esempio, in un rimedio con potenza 30CH (una diluizione molto usata) la sostanza originaria è stata diluita per dodici volte, ogni volta 1 a 100, per un totale di una parte su 10030 (=1060), ma oltre la 15CH non si ha più traccia della sostanza di origine. Infatti il numero di molecole contenuto in una mole di sostanza è fissato dal numero di Avogadro, che è uguale a circa 1024 molecole/mole (6,02214179(30) 1023 mol ?1)2. Pertanto sorge spontaneo chiedersi, visto che non c’è nessuna traccia dell’elemento d’origine o di principio attivo che induca una reazione da parte dell’organismo, come e a che livello il rimedio omeopatico agisce nella risoluzione dello stato di malattia?

Quando Samuel Hahnemann ha fondato la Medicina Omeopatica, il significato di molecola o principio attivo, erano ben diversi da quelli attuali. È stato attraverso un attento studio e valutazione dell’utilizzo delle sostanze che ha definito la maggior funzionalità dei rimedi ottenuti mediante alte diluizioni della sostanze stesse. Ovviamente alla base della Medicina Omeopatica c’è un modello diverso da quello che sottende la Medicina Tradizionale. Il voler spiegare attraverso lo stesso approccio queste due diverse metodiche di considerazione della malattia rischia di avere importanti limitazioni. Sarebbe come se si volessero studiare le caratteristiche aerodinamiche di un motoscafo utilizzando lo stesso approccio che si ha per gli aerei.

Nel contesto di un percorso terapeutico mediante la Medicina Omeopatica, in linea di massima, l’utilizzo di alte diluizioni permette risultati migliori; allo stesso tempo proprio per la diluizione così elevata, con cui viene ottenuto il rimedio omeopatico prescritto, non c’è traccia della sostanza d’origine. Per poter trovare spiegazione su chi o cosa veicola le proprietà delle sostanza utilizzate, sono stati fatti molti studi, in particolar modo a partire dall’elemento più presente in natura e all’apparenza più semplice: l’acqua. Per quanto sia molto comune e utilizzata quotidianamente nella nostra vita, l’acqua è un elemento molto particolare, con delle caratteristiche fisiche che la rendono unica, sia dalle sostanze con struttura molecolare simile che dagli altri liquidi esistenti in natura:

  • Presenta il suo massimo di densità alla temperatura di 3,98°C e non al punto di congelamento (0°C)
  • Con l’aumentare della pressione, l’acqua presenta una diminuzione della viscosità (anziché un aumento)
  • L’acqua è caratterizzata da una tensione superficiale molto elevata rispetto a qualunque altro liquido di comune utilizzo.
  • Nel passaggio dallo stato liquido a quello solido, il suo volume aumenta invece che ridursi.
  • Secondo le leggi della fisica, il punto di ebollizione dell’acqua dovrebbe essere ad una temperatura molto inferiore allo zero, eppure paradossalmente, evapora a 100°C3.

Uno dei primi studi su questo elemento così affascinante, è stato svolto dal prof. Giorgio Picardi (1895-1972), il quale concentrò la sua attività scientifica sullo studio dei Sistemi Fluttuanti. Per Sistema Fluttuante si intendeva un sistema aperto, pertanto sensibile all’influsso delle variazioni naturali fluttuanti dei fattori ambientali di tipo terreste, solare e cosmico. Fondò all’interno dell’Ateneo Fiorentino, il Centro Universitario per lo studio dei Fenomeni Fluttuanti(CUFF) e dopo vent’anni di studi sulla materia, arrivò ad enunciare la legge: “I sistemi non omogenei, lontani dall’equilibrio e sufficientemente complessi, sono in grado di rispondere a sollecitazioni esterne di debole energia.” Questa legge si applica ai sistemi biologici come a gran parte delle reazioni chimiche in quanto facenti parte dei sistemi fluttuanti4.

Lo studio di quella che è stata definita “memoria magnetica dell’acqua”, su cui si basa la parte biochimica della Medicina Omeopatica, inizia negli anni ’70 con la pubblicazione dell’articolo di M.S Markov e collaboratori (1975). In questo lavoro viene esposto come l’acqua, sottoposta a un campo magnetico statico molto basso e somministrata a vegetali e animali, inducesse delle variazioni nei loro parametri biologici, quali: consumo di ossigeno nelle piante e variazioni di peso, contenuto in leucociti, eritrociti e emoglobina nei ratti5. La letteratura scientifica è piena di studi simili svolti fino ai giorni nostri sulle capacità dell’acqua di “memorizzare” i campi magnetici a cui era stata sottoposta.

E’ importante considerare che mediamente l’acqua costituisce il 60-70% del nostro corpo. Pervade ogni singola cellula del nostro organismo e rende possibile la comunicazione tra i vari tessuti cellulari. Regola tutte le funzioni dell’organismo, quelle strutturali, digerenti, metaboliche e cardiocircolatorie. L’acqua agisce come solvente, veicola sostanze, per cui trasporta nutrienti e regola la pressione osmotica nelle cellule. Poiché ci permette di pensare, essa è inoltre responsabile della nostra consapevolezza6; pertanto è fondamentale per permettere i processi biochimici alla base della vita. Nel contesto del rimedio Omeopatico, l’acqua si comporta da eccipiente. Ogni molecola (come quella che va a costituire la sostanza usata per fare un dato rimedio omeopatico) presenta un campo magnetico e gruppi di queste presentano dei campi magnetici di bassissima frequenza che mediante la diluizione sono capaci di modificare la frequenza fondamentale del campo elettromagnetico dell’acqua e dunque in grado di indurre modificazioni su altre strutture biologiche trattate con la stessa. Pertanto le interazioni indotte da un rimedio omeopatico viaggiano su piani molto sottili e non ancora del tutto chiari, ma non per questo risultano meno efficaci.

Un altro personaggio importante che non si può non considerare nel parlare delle straordinarie proprietà dell’acqua è lo scienziato e ricercatore giapponese Masaru Emoto. Dal 1999 ha pubblicato diversi libri in cui dimostra la suscettibilità dell’acqua a suoni e parole. Il suo metodo consiste nell’esaminare al microscopio e fotografare, cristalli che si formano durante il congelamento di diversi tipi di acqua. In principio ha analizzato in questo modo l’acqua di rubinetto, di sorgente, di laghi e paludi, ma poi ha voluto provare a sottoporre l’acqua alle vibrazioni di vari tipi di musica, a parole scritte e dette. Il risultato è stato ottenere dei cristalli incredibilmente diversi in funzione dello stimolo indotto7. Nonostante abbia eseguito più volte l’esperimento con risultati analoghi, ha riscontrato notevoli resistenze dalla comunità scientifica, che non condivide le conclusioni sull’estreme capacità dell’acqua di potersi modificare a stimoli diversi.

Spesso parole come Scienza, Scientifico, Scientificamente dimostrato, vengono issate come bandiere e acquistano valore di dogma assoluto al pari di una religione. La Scienza è una metodica di valutazione rigorosa dei fenomeni, creata dall’uomo, che si è affinata e evoluta nel tempo, ma spesso usata anche come bandiera contro coloro che hanno usato proporre modelli diversi. Anche la Medicina ha issato con violenza questo stendardo, tal volta a ragione, ma tal volta commettendo qualche errore importante; uno fra tutti il caso del medico ungherese Ignác Fülöp Semmelweis (1818-1865), meglio conosciuto come il Salvatore delle Madri. Attraverso un attenta valutazione dell’alto tasso di mortalità delle puerpere aveva ipotizzato che questo fosse dovuto a infezioni trasmesse dalla scarsa igiene dei medici che le facevano partorire. In un periodo storico in cui la microbiologia era agli albori e le metodiche di trasmissione delle infezioni erano sconosciute, Semmelweis si era dimostrato un pioniere e per questo contro il sistema scientifico del tempo. Per le sue affermazioni fu fatto chiudere in manicomio dove morì nel 18658. Se al tempo la comunità scientifica commise un tale colossale errore, perché oggi dovrebbe essere priva di dubbi, unica fondamento di verità, assoluta espressione di conoscenza? Non è escluso che fra cento anni le conclusioni a cui siamo arrivati oggi, possano essere completamente diverse. Se non ci fosse più spazio per l’evoluzione o le scoperte, vorrebbe dire che siamo in un mondo perfetto, in cui tutto è già stato definito. Se così è, guardandomi intorno, mi viene da dire che forse da qualche parte ci deve essere stato un errore!

Bibbliografia:

  1. William Shakespear da “Amleto”
  2. https://it.wikipedia.org/wiki/Omeopatia
  3. Massimo Sperini, Fabrizio Guidi: “Introduzione alla conoscenza dell’acqua”: 1999
  4. Manzelli P., Masini G. e Costa M.: “i segreti dell’acqua. L’opera scientifica di G. Picardi”. Di Renzo, Roma: 1994
  5. M. S. Markov, S. I. Todorov, Maria R. Ratcheva: “Biomagnetic Effect of the Constant Magnetic Field Action on Water and Physiological Activity”. Physical and Chemical Bases of Biological Information Transfer: 1975, pp 441-449
  6. Barbara Hendel: “Acqua e Sale, inesauribile fonte di vita”. Ina: 2001, pp 45-79
  7. http://www.disinformazione.it/water.htm
  8. http://it.wikipedia.org/wiki/Ign%C3%A1c_F%C3%BCl%C3%B6p_Semmelweis

Pubblicato nella rivista “Val D’orcia – Terra d’Eccellenza”

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